banner
HOME RECENSIONE NOVECENTO JAZZ STATI UNITI PALLACANESTRO UNITED STATES POP ART GUERRA FREDDA RADIOATTIVITA'
IRENE CURIE ENERGIA NUCLEARE

GLI ANNI SESSANTA

Con l'avvento degli anni Settanta veniva così inaugurata la politica della distensione, con i colloqui SALT (Negoziati per la limitazione degli armamenti strategici) intesi sia a rallentare l'ormai costosissima corsa al riarmo, introducendo forme di controllo degli armamenti, sia ad arginare il pericolo di guerre nel Terzo Mondo. 

Il muro di Berlino. Negli anni di Kruchev e Kennedy il processo di distensione iniziato tra USA  e URSS fu messo in crisi più di una volta. L’esempio più clamoroso si ebbe quando Kruchev premette affinché gli americani si ritirassero da Berlino Ovest perché ormai da troppo tempo i cittadini passavano nella parte occidentale della città attirati dal maggior benessere e dalla maggior libertà. Al rifiuto di Kennedy, il leader sovietico nella notte tra il 12 e il 13 agosto 1961 diede il via alla costruzione di un muro che separava fisicamente la zona sovietica da quella occupata dagli alleati occidentali. Il muro lungo circa 45 km, veniva protetto da micidiali barriere come il filo spinato ed elettrificato, strutture anticarro, mine antiuomo, era sorvegliato 24 ore su 24 da poliziotti armati allo scopo di impedire la fuga dei cittadini di Berlino est nel settore occidentale.

Nel 1962 vi fu il confronto tra le due superpotenze dopo il tentativo sovietico di installare missili a Cuba :il 24 ottobre 1962 scoppia la crisi dei missili tra USA e URSS per i 42 ordigni nucleari che Kruchev aveva fatto installare su Cuba. La crisi si risolse in cinque giorni con la decisione di Kruchev di smontare i missili e di riportarli indietro, ma il mondo fu davvero a un passo da uno scontro decisivo in quanto entrambe le superpotenze avevano apertamente minacciato di far ricorso alle armi nucleari. La paura fu davvero grande al punto che fu istituita una comunicazione diretta tra i due presidenti, la linea rossa, e fu firmato (1963) un accordo per la cessazione dei test nucleari.

In Asia la situazione presentava aspetti di grave criticità: in campo comunista maturò il dissidio tra Cina e URSS e nel 1964 la Cina sperimentò la prima bomba atomica cinese; gli americani fornirono consiglieri militari al Vietnam del Sud e li autorizzarono a combattere a fianco delle truppe che dovevano addestrare. Dopo l’assassinio di Kennedy a Dallas, il suo successore, L.Johnson, impegnò sempre più l’America nella guerra del Vietnam. Nel 1964 con la destituzione di Kruscev scomparve anche l’altro protagonista della politica internazionale degli anni ’60. Alla fine degli anni ’60 gli Stati Uniti erano impegnati in una guerra in Vietnam che portò all’impiego di armi terribili, con grandi costi umani, e provocò nella stessa America fenomeni di contestazione, a cui si aggiunsero disordini razziali. Altri elementi di malessere furono l’assassinio nel 1968 di Martin Luther King e del candidato alla presidenza, Robert Kennedy, fratello del presidente ucciso a Dallas . Nello stesso anno i carri armati sovietici entrarono a Praga a porre fine al socialismo dal volto umano e al tentativo di indipendenza dall’URSS.

GLI ANNI OTTANTA

Nel 1985 il nuovo segretario del PCUS, Michail Gorbacev, prese atto che il Paese non era in grado di sostenere all’infinito piani militari sempre più impegnativi e costosi e l’unica soluzione era trovare un accordo con gli americani che permettesse all’URSS di chiudere il lungo periodo della guerra fredda. il 7 dicembre 1987 Gorbacev e Ronald Reagan (presidente USA) firmarono il trattato di Washington che prevedeva la graduale distruzione da parte di entrambe le nazioni dei missili nucleari dislocati in Europa. Si aprì così la strada del disarmo globale.
Michail Gorbacev iniziò una serie di riforme in URSS all’insegna della Glasnost (trasparenza) e della Perestrojka (ricostruzione). Con al prima si proponeva di democratizzare il Paese dando ampio spazio alle libertà del singolo individuo in tutti i campi, eliminò la censura, smantellò la burocrazia, riabilitò i dissidenti, liberò i sindacati e i partiti politici, concesse la libertà di stampa, ecc... Con la seconda si pose l’obiettivo di creare un’economia di stato socialista basata su cooperative e imprese statali e private gestite in modo autonomo e sottoposte a poche regole dettate dal governo. 
Il nuovo corso dell’URSS ebbe sugli stati satelliti conseguenze tali che li portò a sganciarsi  da Mosca e diede il via alla loro piena autonomia.

  • 1988, Ungheria: il governo autorizzò la formazione di partiti politici non comunisti.
  •  Giugno 1989, Polonia: si ebbero le prime elezioni libere che videro la vittoria di Solidarnosc (solidarietà) il sindacato dei lavoratori guidato da Lech Walesa.
  • Mesi successivi del 1989, Bulgaria e Cecoslovacchia: passaggio pacifico alla democrazia.
  • 1989, Romania: il presidente Ceausescu tentò di reprimere con la forza l’insurrezione popolare, ma fu catturato e, dopo un processo sommario, fu fucilato.IL MURO DI BERLINO

Nella Germania dell’est l’apertura della frontiera austro-ungarica mise in crisi il regime e per milioni di cittadini tornò possibile raggiungere l’altra Germania. La forte pressione popolare obbligò il presidente del partito Erich Honecker a dare le dimissioni (ottobre 1989).
Il 9 novembre 1989 la popolazione di Berlino prese d’assalto il muro che divide la città aprendovi varchi che consentirono di mettere fine alla dolorosa divisione tra i berlinesi dell’est e quelli dell’ovest che durava dal 1961. Con la caduta del muro di Berlino fu segnata anche la fine del comunismo e nel 1990 la Germania orientale cessò di esistere e venne assorbita dalla Repubblica Federale Tedesca guidata dal cancelliere Helmut Kohl.

Webmaster: ELENA TAGLIAFERRI   Classe IIIB     Scuola Media A.Stoppani