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I DUE BLOCCHI

Nacquero così due tipi di governo in contrasto e con finalità politiche opposte:

  • Gli USA, con governo capitalista, erano favorevoli alla proprietà privata, sostenevano la libertà economica e le libertà politiche e civili e adottavano la democrazia parlamentare.
  • L’URSS, con governo comunista, era favorevole all’abolizione della proprietà privata, sosteneva la negazione di molte libertà individuali e l’economia di stato, adottava una dittatura comunista.

All’indomani della guerra il primo obiettivo fu quello di difendere i confini e per l’URSS la soluzione fu quella di creare alle frontiere una catena di stati alleati controllati dal partito comunista. Polonia, Romania, Bulgaria, Ungheria, Cecoslovacchia, e Germania  orientale andarono a costituire gli Stati Satelliti dell’URSS, in cui gli obiettivi principali erano: nazionalizzare tutti i settori dell’economia, adottare piani quinquennali di sviluppo ed eliminare le liberà di pensiero e di parola. Nacque così una sorta di barriera tra l’est e l’ovest che Churchill chiamerà “Cortina di ferro”. Solo la Jugoslavia riuscirà a liberarsi dall’influenza dell’URSS ed avrà un regime comunista indipendente.

STRATEGIE POLITICHE

Mentre nuovi motivi di tensione sorgevano in seguito ai tentativi sovietici di estendere la propria influenza in Iran e in Turchia, un discorso tenuto da Stalin nel febbraio del 1946, che confermava l'inconciliabilità tra i sistemi comunista e capitalista, sciolse gli ultimi dubbi statunitensi circa le reali possibilità di cooperazione con gli ex alleati. Enunciando nel marzo del 1947 la dottrina Truman in difesa dei diritti di libertà e autonomia dei popoli, il presidente degli Stati Uniti inaugurò la politica di contenimento del "pericolo sovietico". Nello stesso anno l’America lanciò il Piano Marshall, un piano di aiuti economici per la ricostruzione delle economie dei paesi europei prostrati dalla guerra varato dagli USA nel 1947 (dal nome del segretario di Stato americano). Gli aiuti erogati tra il 1948 e il 1951 furono di più di 12 miliardi di dollari, oltre a macchinari e derrate agricole. L’accettazione degli aiuti ebbe come controparte lo schieramento nel campo occidentale. Inoltre il piano si proponeva che l’Europa diventasse il mercato per i prodotti americani, di evitare che i Paesi europei scegliessero il comunismo e di condizionare lo sviluppo dell’URSS e dei suoi stati satelliti.

 L’URSS rifiutò gli aiuti e fece pressione sui paesi sotto la sua influenza perché facessero altrettanto. La risposta sovietica al Piano Marshall fu ,nel 1947, il Cominform e, nel 1949, il Comecon. Il primo era finalizzato a coordinare l’attività dei partiti comunisti europei, soprattutto di quelli dei Paesi che non gravitavano nell’orbita sovietica, per impedire la loro integrazione nel blocco occidentale; il secondo aveva lo scopo di armonizzare l’economia dei Paesi orientali con i piani di sviluppo dell’ Unione Sovietica, ma di fatto si utilizzavano le risorse delle altre nazioni per sostenere l’imponente sforzo di industrializzazione dell’URSS.

LE ALLEANZE MILITARIALLEANZE

Nel 1949 fu costituito il Patto Atlantico, un’alleanza difensiva tra USA, Canada, Gran Bretagna, Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Italia, Danimarca, Norvegia, Islanda e Portogallo, a cui si aggiunsero nel 1951 la Grecia e la Turchia e nel 1954 la Germania Federale, ma dal quale uscì la Francia nel 1966. Il Patto Atlantico portò alla costituzione di una forza militare integrata sotto un unico comando che prese il nome di Nato (North Atlantic Treaty Organization).

L’URSS rispose alle iniziative occidentali in campo militare con l’istituzione del Patto di Varsavia, nel 1955, che legava alla potenza sovietica Albania, Bulgaria, Cecoslovacchia, Polonia, Repubblica Democratica Tedesca,  Romania, Ungheria. Restava fuori la Jugoslavia.


Webmaster: ELENA TAGLIAFERRI   Classe IIIB     Scuola Media A.Stoppani